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Salvaguardia e valorizzazione del territorio

Salvaguardia e valorizzazione del territorio

Il ruolo del castagne è oggi quello di una risorsa polifunzionale, da indagini effettuate per saggiare le qualità estetico-funzionali dei boschi, i castagneti da frutto hanno sempre riportato un elevato grado di preferenza rispetto ad altre formazioni agroforestali.

Le preferenze vanno soprattutto per quelli posti su dolci pendii e radi: condizioni che favoriscono pure raccolti di pregio. La qualità estetica del paesaggio castanicolo è direttamente proporzionale alla sua qualità biologica, ossia alla biodiversità che lo caratterizza. Il bosco di castagno ospita felci, eriche, ginestre ed altre specie erbacee ed arbustive. E’ habitat favorevole per roditori, ghiri, scoiattoli ed uccelli, che qui trovano riparo e cibo.

La fisicità del paesaggio, arricchita dalla scenografia del momento è percepita visivamente e diventa memoria facilmente recuperabile gustando le castagne. Una passeggiata in un castagneto offre non solo contrasto alla frenesia della vita urbana. In tarda primavera i maestosi esemplari, con grande chioma di colore verde tenue e le infiorescenze pendule che si tingono di giallo solare e che espandono un profumo intensissimo, esprimono leggiadria. In estate il sottobosco diventa piacevole e fresco riparo; in autunno la luce radente del sole crea tra le fronde un caleidoscopio di sfumature e i boschi si trasformano in armonie di caldi colori.

Tradizioni

In molte aree geografiche la civiltà del castagno è stato uno straordinario esempio di integrazione delle varie attività e attorno ad esse per secoli ha ruotato il ciclo della vita. Di questa civiltà permangono molti segni materiali, elementi caratterizzanti un’unità storica di paesaggio, di un sistema agro-forestale i cui elementi sono stati modificati e modellati dall’uomo attraverso secoli di lavoro.

Al castagno e al suo mondo erano legate lavorazioni tradizionali che scandivano i ritmi del tempo e delle stagioni e abitudini alimentari che ancora caratterizzano la gastronomia legato al frutto.

La raccolta si eseguiva usando apposite pinze e rastrelli a tre rebbi ricurvi dotati di un rostro per facilitare l’apertura dei ricci e la fuoriuscita dei frutti che erano posti in un piccola sacco legato alla cintura ed il contenuto rovesciato in sacchi di iuta.

Certificazioni

Il lavoro paziente, millenario dei coltivatori ha selezionato varietà tradizionali italiane di particolare pregio che l’Unione Europea riconosce e registra conferendo i marchi DOP (Denominazione di origine protetta) e IGP (Indicazione geografica protetta)

IL CASTAGNO

di Giancarlo Bounous